
L’Indomita, gloriosa società romana nata nel 1940, ha deciso da un po’ di tempo di non volersi più crogiolare nei ricordi, ma di essere parte attiva nell’attività dilettantistica del Lazio. Il nome è un marchio e diventa icona quando la palestra di via Merulana si trasforma con poche e veloci battute in una vera e propria Arena con il suo pubblico di affezionati e addetti al lavoro. La Società, grazie all’infaticabile apporto di Felice Riotta e di tutto lo staff dirigenziale ha così messo in cantiere una nuova riunione, che sta diventando un appuntamento mensile, dove non manca certo lo spettacolo con accoppiamenti azzeccati. Nella serata l’hanno fatta da padroni i 69 kg. con un gruppo di atleti interessanti da seguire con molta attenzione. I primi a salire sul ring sono Piazzalunga e Ghera. Dopo una fugace fase di studio il primo si dimostra più attivo, anche se deve guardarsi dalle serie a due mani che Ghera gli porta al corpo e al volto. Match equilibrato, che trova nel buon finale di Piazzalunga la quadratura del cerchio per assegnargli il verdetto. Parte bene Cortez Rodriguez contro Rollo. All’1-2 dell’allievo di Barigelli risponde con una insidiosa serie il suo avversario. Il terzo round è decisivo e Cortez appare in apnea per aver dato tutto. La vittoria non sfugge al bravo Rollo. Tra Sanna e Riccio si svolge un match di caratura pregiata tra due ottimi leggeri. Sanna boxa in guardia destra cercando di variare i suoi temi con duri colpi al corpo. Riccio è pugile solido e replica al volto. Il match si svolge a fasi alterne con duri scambi tra gli applausi del pubblico. Il ritmo non diminuisce neanche all’ultimo round con verdetto assegnato a un Sanna ispirato di fronte ad un avversario da prendere con le molle.
Prima del match successivo c’è una breve interruzione sponsorizzata dal bravo speaker: salgono sul ring Domenico Condello e Felice Riotta. Il primo consegna al maestro dell’Indomita una bellissima foto del suo match avvenuto nel 1992 contro Alessandro Duran, in palio c’era il titolo italiano. Un amarcord che diventa una sorta di passaggio dal futuro al presente per Riotta. Dopo questo intermezzo salgono sul ring due atleti, che fanno della potenza loro virtù. Craciun ha due martelli al posto delle mani e cerca subito la soluzione di forza, Pandolfi incassa tutto e replica con durezza. I due concentrano la loro boxe soprattutto sul colpo isolato, caricato al massimo. Craciun è più attivo e ottiene la vittoria, ma ci sono anche meritati applausi per Pandolfi. Tra Pontone e Scafi sembra di rivedere una moderna edizione di Davide e Golia. Pontone, guidato all’angolo da Sordini, ha un fisico statuario ben distribuito in altezza e muscolatura, mentre Scafi entra in una categoria non sua e si vede. Però a compensare il tutto c’è un fattore di esperienza nettamente a favore di Scafi, che cerca con ostinazione la corta distanza con l’avversario alle corde. Una tattica semplice, ma efficace: Pontone arriva a segno raramente, mentre il sordo lavoro di Scafi trova la sua realizzazione nel secondo round in cui il colosso di Fiumicino viene contato dopo una serie e tolto di gara dal medico per una ferita. Pontone ha lasciato comunque una buona impressione: il fisico c’è, ha provato anche a portare il montante destro, ma deve fare ancora esperienza. La serata non annoia certo e il match che segue è di quelli al cardiopalma. Artino e La Porta hanno nelle loro mani la soluzione per il ko anche con un colpo isolato. La Porta in uno scambio fa sentire all’avversario il suo gancio sinistro. Artino impronta il match sulla replica e sul colpo d’incontro. Ma tenere a bada l’allievo di Sordini non è un’ impresa facile, se ne accorge Artino frastornato da un sinistro a cui fa seguito il gancio destro di La Porta. Dopo il conteggio del pugile di San Lorenzo interviene il dottore che decreta lo stop per ferita. Di Paolo e Caudullo iniziano a tutta birra. I due si scambiano valanghe di colpi, per cui la loro stanchezza nell’ultimo round è più che giustificata. Di Paolo ha cercato di tenere il più possibile l’iniziativa, ma la precisione di Caudullo sul finire è stata determinante per ottenere il verdetto. El Harraz è uno youth dal fisico solido, che non conosce il passo indietro. Scaringella ha impostato il match sulla varietà di schemi e sulla rimessa. Alla fine poteva starci qualcosa di più per l’allievo di Saura, ma il pari premiava l’inesauribile aggressività di El Harraz, elemento da seguire. La serata è iniziata con fuochi d’artificio ed è finita alla stessa maniera. La Co.Na boxe sforna sempre atleti particolari, che sembrano forgiati nella roccia. Ha presentato per l’occasione Riccardo Romano, un gladiatore che ricorda molto Daniele Ceci, e per Curtilli, tecnicamente quasi perfetto, il problema non era di poco conto. Romano ha scaricato bordate in continuazione, mentre Curtilli è costretto a girare al largo per poi replicare all’improvviso. Match tirato ed entusiasmante. Chi si aspettava nel finale un calo di Romano rimaneva deluso e per Curtilli, sconfitto ai punti di misura, rimaneva la soddisfazione di essere accomunato negli applausi
RISULTATI:
Youth
Kg. 64 Cristian Caudullo ( Lupa Boxe) b. Mirko Di Paolo (Indomita).
Kg. 69 Khalil El Harraz (Audace) e Nicolò Scaringella ( Body Fight-Fight Center) pari.
Senior
Kg. 60 Giampaolo Sanna ( Team Boxe Roma XI) b. Fabio Riccio ( Co.Na Boxe).
Kg. 69 Claudio Piazzalunga (Bellusci Boxe Arvalia) b. Riccardo Ghera (Body Tech Studios); Virgiliu Craciun ( Indomita) b. Riccardo Pandolfi (Vecchio Stile Boxe); Andrea Rollo (Bellusci Boxe Arvalia) b. Ludovico Cortez Rodriguez (Indomita) ; Riccardo Romano (Co.Na Boxe) b. Matteo Curtilli (Italian Boxing Academy); Federico La Porta (Sordini Boxe) b. Angelo Artino (Boxe Roma San Lorenzo) rsci 2.
Kg.+91 Marco Scafi ( Indomita) b. Edoardo Pontone (Sordini Boxe) rsci 2.
Arbitri: Ruggero Gallucci (c.r.), Pasquale Galdieri, Antonio Ciafrone (c.r.), Vincenzo Stipa, Roberto Scali.
Medico: dott. Emiliano Bonanni.
Alfredo Bruno.
Roma 10 aprile 2001
| < Prec. | Succ. > |
|---|




