Al riguardo, occorre rammentare che nel 2011 la Federazione è stata costretta, per continuare ad offrire il servizio arbitrale gratuito nelle riunioni dilettantistiche, a contrarre i costi di tale servizio, riducendo appunto il numero di giudici impegnati nell’evento pugilistico. Nell’ambito della citata Commissione regionale, che si è riunita il 14 febbraio u.s., il sottoscritto ha invece preso l’impegno di riportare da 3 a 4 il numero dei giudici/arbitri che devono officiare alla riunione pugilistica. Questo permetterà a colui che è chiamato ad arbitrare il match, di non redigere anche il cartellino del giudizio, evitando un doppio impegno mentale che, il più delle volte, può portare il verdetto fuori dal reale andamento del match. Per far questo, chi scrive ha dovuto, ovviamente, riformulare il bilancio preventivo 2012, reperendo da altri capitoli di spesa le risorse per far fronte all’incremento dei costi necessariamente connessi all’aumento da 3 a 4 della giuria arbitrale. Ciò è stato possibile in virtù della conoscenza delle norme contabili ed amministrative – che sono indispensabili per gestire il bilancio del Comitato – e della corretta attuazione delle stesse norme da parte dello scrivente che ha trovato la soluzione per finanziare, nel corso di tutto il 2012, a vantaggio di tutte le società, il servizio arbitrale con 4 giudici nelle riunioni dilettantistiche. Mi preme sottolineare che la presenza di 4 giudici, nelle riunioni pugilistiche, sarà, da oggi, una prerogativa della regione Lazio. Com’è una prerogativa delle regione Lazio l’utilizzo, nelle fasi regionali dei Campionati Italiani Assoluti, delle “score machine”. Possibilità che facilità l’avvicinamento del pugile alle fasi finali dello stesso Campionato Italiano.
La professionalità è oggi un elemento determinante per lavorare nel mondo dello sport. Essa va costruita negli anni, attraverso titoli di studio, corsi, passione e acquisizione di competenze. Se si possiede la giusta professionalità si può gestire con successo ogni situazione, si possono ottenere risultati e risolvere eventuali criticità. Per esempio, il tecnico dotato delle conoscenze appropriate e delle giuste abilità cognitive – ottenute negli anni di pratica e studio – costruisce il pugile e le sue vittorie. Così si ottengono successi anche nella gestione delle strutture federali che devono essere affidate a chi ha le qualità manageriali - per affrontare la giusta politica di sviluppo e promozione del pugilato – e sa individuare gli adeguati strumenti per soddisfare le aspettative di tutto il movimento pugilistico. In tale ottica, il Comitato Regionale ha costituito nel mese di ottobre 2011 - al fine di far emergere eventuali problematiche nei verdetti arbitrali - la Commissione regionale per la valutazione dei match e dei relativi giudizi arbitrali ad essi connessi. La Commissione, composta anche da diversi e validi tecnici laziali, ha suggerito a chi scrive di ripensare la composizione numerica della giuria.
Professionalità, conoscenze, rispetto delle regole e giusti strumenti questo è indispensabile oggi nel mondo dello sport…..non ci si inventa dirigenti o tecnici se non si hanno i titoli o l’esperienza necessaria maturata nel corso del tempo. Ognuno deve fare ciò che sa fare, di praticoni allo sbaraglio il mondo pugilistico non sa che farsene!!!!
IL PRESIDENTE C.R.L.-F.P.I. Dott. Flavio D’Ambrosi
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