Stefania Calisi, leccese, classe 1984, è in forza alla società Helios Boxe e milita nella categoria II Serie kg. 51. Condivide le quotidiane sedute di allenamento, con il lavoro presso uno studio di consulenza ma soprattutto riesce egregiamente a dipanarsi negli studi universitari per conseguire la specializzazione in Marketing Aziendale, presso l’Università del Salento. “La passione per il pugilato”, ci ha riferito, “è nata per caso. Dal primo giorno che sono entrata in palestra, ho provato una sensazione di benessere e praticamente non mi sono più fermata. Così i maestri Centonze e Presicce, mi hanno seguito fino al mio esordio sul ring”. Calisi è atleta volitiva, determinata, dedita al sacrificio in palestra. “In palestra, fin dal primo giorno, ho dimostrato di avere delle particolari attitudini al sacrificio ed una buona tenuta psicologica fondamentale per superare i momenti delicati che si affrontano specie durante un match. La mia determinazione ha quindi in parte sopperito alle inevitabili carenze che appalesavo dopo i primi allenamenti. Sì, credo che sia stata questa la prima caratteristica che ha indotto i maestri della Helios ha farmi provare seriamente. Proprio dal mio primo match” ha continuato, “ ho maggiormente apprezzato i miei maestri, persone davvero speciali. A dire il vero, ho iniziato a lavorare con più frequenza con il maestro Presicce, mentre successivamente ho anche potuto apprezzare le qualità del maestro Centonze. Sono due tecnici preparati anche se molto diversi; c’è un ottimo rapporto e cerco di seguire sempre i loro consigli”. Ma quanto è difficile per una donna affrontare una disciplina sportiva prettamente maschile? “Credo sia meramente una questione di mentalità decisamente arretrata. Ancora oggi, la boxe, viene etichettata come uno sport maschile e violento, un ambiente da censurare alle donne. È difficile far comprendere che invece è una disciplina sana e decisamente sicura e che oltre all’impegno fisico, servono altre qualità, come tecnica e forza psicologica; inoltre, dovremo cercare di impegnarci per sfatare definitivamente anche un altro luogo comune e contraddirlo affermando che le donne che praticano il pugilato, non perdono la loro femminilità e nemmeno il loro fascino; è un modo come un altro per mantenersi in forma ma anche per provare un serio percorso agonistico”. Da quanto abbiamo capito, il pugilato è un tassello importante nella tua vita. “Semplicemente non posso più farne a meno. Anche dal punto di vista prettamente umano”, ha concluso, “l’appuntamento con le sedute in palestra, rappresentano anche l’occasione per trascorrere alcune ore insieme alla mia nuova famiglia; sì, il rapporto che si è creato in palestra è identico a quello che si vive in una qualsiasi famiglia”.
Sandro Turco
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