Patrizia Pilo, Classe 1978 , Senior I serie, oltre 40 incontri in carriera, è in forza al Gruppo Sportivo dell'Esercito Italiano. Ragioniera e laureata in economia aziendale, Pilo è capitano della Nazionale Femminile di Pugilato. E’ stata campionessa italiana nel 2005 e ha conquistato il bronzo ai Campionati Europei 2004 e ai Campionati dell’Unione Europea 2007. “Ho praticato per dieci anni la pallavolo. Poi, “ci ha riferito, “ sono stata ferma tre anni senza fare alcuna attività sportiva e in quegli anni mi sono resa conto che lo sport è fondamentale per una persona come me. Avendo poi un fratello pugile mi è venuto spontaneo entrare in palestra dove ho conosciuto Cesare Frontaloni, l’allenatore della Nazionale Italiana e della Nazionale dell’Esercito, che mi ha fatto amare e mi ha fatto appassionare a questo sport”. Che emozioni provi quando sei sul ring e quali, invece, dopo una vittoria? “ Le vittorie, sono molto importanti per poter andare avanti in un torneo ma quello che amo del pugilato è che la vittoria è l’ultima cosa a cui pensi perché, prima di tutto, c’è un profondo allenamento. Per quanto riguarda le emozioni, le principali sono sicuramente l’adrenalina e la paura che è molto importante perché, nel momento in cui si ha paura, esce fuori il coraggio. Quando si sale sul ring la paura di fallire e di fare un brutto match c’è sempre ma poi si riesce a liberare totalmente la mente e a concentrarsi sull’obiettivo”. Il tuo obiettivo primario? “ Migliorare giorno dopo giorno. Il pugilato non ti permette pause. E il tuo sogno nel cassetto? “E’ il sogno di tutti gli atleti: partecipare alle Olimpiadi da protagonista! Questo, però, è un sogno molto lontano e quindi lo vedo un po’ irraggiungibile. E’ scaramanzia ma mi rendo conto che in due anni può accadere di tutto e quindi preferisco allenarmi e pensare alla mia vita giorno per giorno”. Un consiglio a tutti i giovani che vorrebbero praticare il pugilato.”Vorrei tanto che mettessero in tutte le scuole il pugilato perché è una grande disciplina morale non per il contatto fisico quanto per la componente “gioco” di questo sport (saltare la corda, fare ginnastica coordinata…). Tutto questo” ha concluso Pilo, “ è alla base del pugilato! E’ una disciplina sportiva molto educativa: lo è stato per me quando avevo 24 anni e penso che lo sia anche per ragazzi molto più”.
Michelangelo ANILE
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