Presso la palestra CO.NA. Boxe a S. Maria delle Mole, abbiamo incontrato Diego Velardo. Ragazzo posato, senza grilli per la testa, dedito al pugilato e all’attività commerciale (divide un negozio di abbigliamento a Frascati con la sorella Luisa). Risiede a Ciampino ed è seguito da una famiglia numerosa, papà Franco, mamma Antonietta , i due fratelli Angelo e Giorgio, la sorella Luisa e la ragazza Giulia. Velardo è un pugile longilineo, classe 1986, 75 kg. per 1.86, a vista d’occhio un dilettante che dovrebbe prediligere le lunghe leve, invece ama gli scambi a corta distanza e l’uso forzato dei montanti e dei ganci. Ha iniziato il pugilato con l’attuale M° Massimo Ardu con il quale condivide sport e vita. Il primo incontro dilettante è finito in parità, ma il ricordo ha un sapore di vittoria. L'avversario era Riccardo Lecca, oggi campione europeo di Kick Boxing. Poi la strada del pugilato offre sempre più soddisfazioni personali, dalla conquista del Torneo Regionale III° serie nel 2009 fino a quella Regionale II° serie nel 2010. Anche le sconfitte maturano il ragazzo di Ciampino, fra tutte quelle subìte contro Sperandio e Capuccio, tuttavia esperienze messe in cantiere per il proseguo della carriera. Ci vuole poco a capire che per Velardo il pugilato è tutto: “Il pugilato mi ha sicuramente cambiato la vita. Prima ero un ragazzo che amava la vita mondana, andare a ballare, bere, fumare e divertirmi con gli amici. Da quando sono entrato in palestra, non ho più toccato alcolici e sigarette. Gli amici li vedo una volta a settimana causa gli allenamenti”. Il futuro pugilistico è rappresentato dai Campionati Italiani 2010 e poi chissà, forse il professionismo. Ma il futuro non può essere solo sportivo e allora Velardo si sbilancia: ” Sicuramente uno dei miei traguardi è il professionismo, un sogno personale . Per la vita e spero non rimanga un sogno , …una famiglia allargata con la mia ragazza Giulia” . In conclusione, l’immancabile consiglio per tutti i giovami che si avvicinano alla noble art: “Il pugilato non è uno sport violento come molti lo definiscono, ma al contrario è uno sport basato sul rispetto che ogni pugile ha del suo avversario forte o debole che sia. Il pugilato,” ha concluso, “ ti insegna a crescere nella vita e penso sia una delle cose più importanti. Una volta che inizi a praticare questa disciplina, non riesci più a farne a meno.
Michelangelo ANILE
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