Il leccese Antonio Santoro, categoria I Serie kg 69, in forza presso la “Boxe Iaia” di Brindisi, è attualmente il boxeur veterano del Salento. Ha vinto due titoli italiani dilettanti, ha fatto parte della nazionale italiana di Patrizio Oliva ed è stato l'unico pugile leccese – degli ultimi quarant’anni – a portare un titolo italiano a Lecce città. Santoro quando hai iniziato ad indossare i guantoni? “Nel 1997 per puro caso e, soprattutto spinto da un mio amico, mi sono ritrovato su un ring, ad allenarmi con la società Amici del Pugilato, presieduta da Benito Urso e diretta dal maestro Severino Gagliardi. Fin da subito, sono riuscito a ritagliarmi delle importanti soddisfazioni (Torneo Primi Pugni) e già nei primi anni di attività agonistica, intravedevo il sogno di raggiungere il mondo dei professionisti. Nei primi anni del 2000, sono riuscito ad entrare a far parte del giro della nazionale e, proprio mentre sembrava che andasse tutto verso la giusta direzione, è giunta una terribile notizia che ha sconvolto non poco il mio percorso non solo sportivo”. Stai parlando della scomparsa del maestro Gagliardi avvenuta nell’aprile del 2002. “Purtroppo sì. Quel giorno mi trovavo a Formia con la rappresentativa della nazionale. La notizia della morte del maestro Gagliardi, ha rappresentato la perdita di un’importante guida. Il maestro, era per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, un secondo padre, oltre ad essere un tecnico preparato e meticoloso nella crescita formativa dei suoi atleti. Ricordo che con il maestro Gagliardi, spesso mi intrattenevo per chiedergli dei consigli, prima ancora di farlo con mio padre". Cosa ti ha spinto a tornare a salire sul ring . “Il desiderio di continuare ad inseguire l’approdo nei professionisti, ovvero la massima aspirazione per qualsiasi pugile. Dopo la riapertura della palestra degli Amici del Pugilato, peraltro in quel periodo diretta dal maestro Franco Laudisa, purtroppo la mia carriera gravitava in un periodo in cui non si organizzavano molti incontri. Oggi, le cose sono cambiate; in provincia di Lecce, esiste un rinnovato fermento pugilistico, anche grazie alla Be-boxe di Copertino del maestro Francesco Stifani, che ha dato una sterzata sostanziale, al torpore degli ultimi anni, riuscendo ad ospitare nel Salento, eventi prestigiosi, mai organizzati prima”. Cosa si aspetta dal futuro Antonio Santoro. “Anche se è un sacrificio fare la spola da Lecce a Brindisi, continuo ad allenarmi nella palestra della Boxe Iaia, perché oramai ho stretto un rapporto di vera amicizia con tutto l’ambiente. Per quanto mi riguarda ,dopo il campionato italiano dilettanti, attenderò l’ufficialità del mio ingresso nei professionisti, sperando che sia la volta buona.
A Giugno 2011 è passato professionista.
Sandro Turco
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