Prima dell’avvento delle macchinette , i nostri mediomassimi interpretavano la boxe in maniera atipica , mani pesanti e corpo massiccio , mettevano ko ma spesso finivano ko. La storia del pugilato italiano parla di Rinaldi, Adinolfi, per esempio, o Panunzi e Rocci dal fisico scarno ma dal pugno al fulmicotone. Preambolo obbligato per presentare Alessandro Vergara, classe 1983, fisico possente e muscoloso, stakanovista della palestra, dilettante d’hoc ma con un record davvero non esaltante (9 , -14, 4). E’ comunque un’ impresa trovargli un avversario perché quando arriva a segno lascia il marchio indelebile del groggy. E’ entrato in palestra a 15 anni per praticare la thai boxe e solo a 21 inizia il pugilato nella palestra “Boxe Roma Casalbruciato” con i Maestri Cesare Rossi e Fabio Ceccardi . Passa alla “Talenti Boxe” sotto la direzione dei Maestri Roberto Ferri e Massimo Tamagnini per poi passare con il Team Zonfrillo e Federici che seguono attualmente la carriera del ragazzo. “Adoro il pugilato come un misto di tecnica e potenza” ci ha riferito Vergara, “non mi è mai piaciuto il pugilato da “macchinette” che a mio avviso limita il giudizio, fatto di tanti colpi magari portati con il guantone aperto per dare più velocità, che non farebbero male a una mosca. Apprezzo la boxe di pugili come Huck e Cotto. Adoro il pugilato di Giacobbe Fragomeni ma il mio idolo di sempre è senza dubbio Tyson. Non amo la tattica, adoro lo scontro titanico. Proprio per questa ragione i miei match sono stati tutti difficili. Sicuramente un match duro e spettacolare, per esempio, è stato quello contro Angeletti al Tendastrisce di Roma il 21 novembre scorso, senza risparmio alcuno, con l’adrenalina al massimo”. Vergara vive a Roma in via Giuseppe Chiarini zona Talenti (Montesacro) con la mamma Gilda , il papà Carlo e il fratello Luca. Bene educato dai genitori, Vergara si è consacrato come un “ragazzo serio” anche con la pratica del pugilato. “Il pugilato”, continua Vergara, “mi ha insegnato cos’è l’autocontrollo, il rispetto degli altri e soprattutto mi ha fatto maturare anzitempo. Vedo per strada tanti ragazzi che sfogano la loro rabbia contro i loro coetanei, facendo a botte per futili motivi. Poi le canne, l’alcool, ecc. Consiglio soprattutto a questi " ha concluso, " di sfruttare questa rabbia in palestra, magari davanti a un sacco come unica cura ai loro problemi". Alessandro Vergara, è in attesa di un impiego presso il Comune di Roma. Ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile come premio per un atleta davvero speciale.
Michelangelo ANILE
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