Nella pratica quotidiana il tecnico sportivo è chiamato a svolgere molte funzioni. Il compito principale da assolvere è certamente quello di facilitare l’apprendimento tecnico tattico dei propri atleti, sviluppando in questi il proprio potenziale agonistico. Ma tale compito non è l’unico a caratterizzare la professionalità del tecnico, legata invece ad una dimensione didattica che deve rispondere a diverse esigenze dell’atleta tra cui: la tutela dell’integrità fisica e la costruzione di un adeguato paniere di valori educativi e sportivi. Il tecnico non può esimersi dall’assicurare l’incolumità dei propri atleti durante gli allenamenti ed i match. Spesso si dimentica, o forse si ignora, che il tecnico ha la piena responsabilità – morale e legale – di quanto può accadere ai propri pugili.
Non meno importante è la dimensione morale che il tecnico deve fornire ai suoi atleti, somministrandogli i giusti comportamenti utili a costruire prima l’uomo e poi l’atleta. In altre parole, un tecnico viene riconosciuto di alto livello non soltanto per le conoscenze ed abilità ma per la capacità di forgiare uomini. Nel fare ciò adempie ad una delle sue principali missioni: trasmettere i veri valori del pugilato che, sono certo, possono aiutare i giovani ad uscire da quella deriva del relativismo morale in cui è piombata la nostra società.
IL PRESIDENTE C.R.L.-F.P.I.
Dott. Flavio D'Ambrosi
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