Sono passati esattamente 31 anni dalla notte del 27 settembre 1980 quando al Wembley Arena di Londra Marvin Hagler divenne campione del mondo WBA e WBC dei medi sconfiggendo l’idolo di casa Alan Minter. Una notte indimenticabile per tutti gli appassionati di pugilato e soprattutto i fans di un mito come Hagler “The Marvelous”. Nello stesso modo, con l’amaro in bocca, il ricordo di quel match altrettanto storico contro Leonard il 6 aprile 1987 a Las Vegas, Nevada, sconfitta che pose fine alla carriera di un leggendario uomo del ring. Ma Marvin Hagler, il “Meraviglioso” , non ha mai smesso di parlare di pugilato, anzi, quando ha l’occasione di farlo, mette in chiaro certe idee, soprattutto quando in vena di… bacchettare. Alla domanda riguardante il futuro del pugilato , passando attraverso gli emergenti di oggi, il campione ha dato una risposta pungente e poco ottimistica: “Non so cosa abbiano i giovani di oggi. Di talenti ce ne sono ancora tanti, ma non mi sembrano “affamati” di boxe come ai miei tempi. Con pochi match, oggi si giunge a un titolo (ce ne sono troppi e in aumento!). Credo che ci sia poca voglia di sacrificarsi e molta di guadagnare subito e non importa come. Alcuni ragazzi hanno sostenuto una dozzina di combattimenti e sono già in lizza per un titolo e se perdono, che importa?…Si può andare subito verso un altro titolo! Io li chiamo "pretendenti", non "contendenti". Thomas Hearns, in Germania, è rimasto deluso dalla prova di suo figlio, ma egli avrà sempre il rispetto della gente che ha avuto la fortuna di vederlo combattere e per sempre. Il suo match contro di me, lo sento ancora addosso. Sento la pesantezza dei suoi pugni. Gli sarò sempre profondamente grato d'aver combattuto contro di me, in quello che è stato il punto culminante della mia carriera. Ecco, la voglia di arrivare che avevamo noi, non la vedo più in giro e mi dispiace. Certo, oggi ci sono campioni come Mayweather, Pacquiao, Klitschko, Haye, Nonito Donaire, Amir Khan e Tim Bradley che fanno divertire; ma dietro a loro? Poco o niente. Leonard era, comunque, un’altra cosa. A proposito... se lo vedete, ditegli che cerco di tenere basso il mio peso, nel caso voglia darmi quella famosa rivincita!”.
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