Lo ripeto ormai da anni, la gestione dell’attività sportiva – almeno quella di alto livello – non può più essere lasciata all’improvvisazione. La gestione di una palestra – e quindi di atleti agonisti ovvero di corsi amatoriali - e l’organizzazione di manifestazioni sportive devono essere supportati da una seria programmazione che comprenda quattro momenti fondamentali:
1) pianificazione degli obiettivi da raggiungere;
2) analisi degli strumenti da utilizzare e delle eventuali problematiche da superare;
3) efficienza ed efficacia nelle azioni che determinano il risultato finale;
4) valutazione del risultato ottenuto ed eventuale annotazione delle criticità registrate che dovranno essere evitate nella successiva programmazione.
Tale processo e le quattro fasi che lo compongono devono essere attuati in ogni momento della vita degli Enti sportivi che ambiscono a misurarsi con il mondo dello sport. Soprattutto nelle manifestazioni sportive – ed in particolare negli eventi pugilistici – le Associazioni devono meticolosamente pianificare ogni aspetto dell’organizzazione, evitando eventuali problematiche che, se non previste, possono compromettere la stessa manifestazione rendendo vani gli sforzi compiuti. Non è un caso che, proprio in questo momento, mi sento di richiamare l’attenzione proprio sulle manifestazioni pugilistiche. Noto, infatti, che l’aumento delle riunioni pugilistiche – cosa in se positiva – non è consequenziale alla crescita della qualità organizzativa di tali eventi. Non dimentichiamoci che le riunioni di pugilato sono un importante strumento di promozione:
1) dell’Associazione sportiva che l’organizza;
2) della Federazione Pugilistica Italiana;
3) dell’intero movimento pugilistico;
4) dell’attività agonistica svolta dai tanti pugili tesserati.
Ciò deve indurre ad un’attenta gestione degli eventi pugilistici che devono essere preceduti – sempre – da un organizzazione che non lasci niente al caso, rispettando le norme regolamentati previste per le diverse tipologie di manifestazioni pugilistiche e curando ogni aspetto relativo alla promozione. Credo di aver dimostrato, in questi anni, che anche nel mondo della boxe possano essere utilizzati strumenti manageriali che prevedono qualità dei processi organizzativi e gestionali. Proprio in virtù del lavoro svolto e dei risultati ottenuti, le società laziali possiedono, oggi, le capacità e gli strumenti cognitivi per realizzare spettacoli e manifestazioni in linea con l’alto valore della nobile arte e con quanto si richiede per lavorare nell’ambito dello sport agonistico. Mi aspetto quindi il salto di qualità anche nell’organizzazione degli eventi pugilistici e le indubbie capacità delle società e dei tecnici potranno assecondare – ne sono certo – questa aspettativa.
IL PRESIDENTE C.R.L.-F.P.I. Dott. Flavio D’Ambrosi
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