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Fermi nei valori ma flessibili nelle strategie

Lunedì 02 Maggio 2011 08:19 0 Commenti
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Siamo al termine del primo quadrimestre del 2011 e i dati dell’attività, riscontrati in questi primi 4 mesi, dimostrano che il trend di crescita del pugilato è ancora strepitosamente inarrestabile. Prima di fornirvi i numeri più significativi dell’attività pugilistica, è doveroso ringraziare l’ASD PUGILISTICA VOLSCA ed in particolare i tecnici Clay Feuda e Daniela Valeri, per aver permesso al Comitato di indire il primo torneo regionale dedicato alle donne – denominato torneo cintura volsca - e per aver sperimentato l’attuazione del torneo cuccioli riservato ai bambini di età dai 9 ai 12 anni. Grazie alla meticolosa organizzazione del tecnico Daniela VALERI, il torneo delle donne – disputato in questo week end - ha riscontrato un discreto successo, registrando 27 partecipanti e 21 match disputati. Lo stesso successo ottenuto dallo sperimentale torneo dei cuccioli che si sono affrontati in matchs di soft boxe.  Iniziative che testimoniano quanto sia fruttuoso applicare una politica di gestione manageriale fondata su una costante programmazione di obiettivi e strumenti che agevolino l’attività delle società e dei tesserati. Lo sforzo programmatico che lo scrivente compie ogni anno – scandito da un’analisi successiva dei risultati dell’attività – permette di individuare gli strumenti e le iniziative più consone per supportare l’attività delle palestre nonché per incanalare le risorse, a disposizione del Comitato, verso l’attività. Tale programmazione deve però essere accompagnata da una capacità di rendere flessibili le strategie perseguite. Flessibilità che permette di variare gli obiettivi e sostenere una crescita continua.  

Per chiarire tale concetti, è sufficiente rifarsi proprio alle nuove manifestazioni lanciate questo anno: il torneo delle donne, il torneo dei cucciolo e le manifestazioni interregionali. Accanto ai classici eventi ed iniziative (torneo esordienti, III e II Elite, Giochi Sportivi Studenteschi, corsi di formazione ed aggiornamento, ecc.) occorreva trovare, infatti, nuovi strumenti che stimolassero la crescita ulteriore dell’attività. Puntare sul pugilato femminile, che ormai è contenuto nel programma olimpico, amplia – a parere dello scrivente – il bacino d’utenza delle palestre e cancella i residuali, vecchi stereotipi sul pugilato come disciplina riservata solo agli uomini.  Le riunioni interregionali – che prevedono incontri tra pugili di diverse regioni - forniscono invece la possibilità di variare ed alzare la qualità dei match, arricchendo l’esperienza ed il curriculum dei pugili. Lo sperimentale torneo dei cuccioli merita un discorso a parte. Sono convinto, infatti, che le difficoltà nel reperire nuovi talenti nel pugilato siano da imputare ad un non precoce inizio dell’attività prepugilistica. Sono pochi i bambini che si cimentano – almeno dall’età di nove anni – nella nobile arte. Probabilmente, sono poco attratti dal modello di competizione che attualmente gli viene propinato (criterium con salto della corda, sparring, ecc.). La soft boxe potrebbe essere un valido strumento per avvicinare i giovanissimi alla nobile arte, riproducendo, anche se non nella sua completezza, il match di pugilato e tutelando, nello stesso tempo, i bambini da qualsiasi evento traumatico connesso al contatto. Io credo che praticare la soft boxe, almeno dai nove anni e con le dovute cautele sanitarie, permetta di far sperimentare, fin da subito, la vera “competizione pugilistica” ed apprendere lo specifico aspetto coordinativo e motorio proprio del pugilato. Il pugilato amatoriale può creare, a parere di chi scrive, un ingresso agonistico soft (un pre-agonismo), che nel pugilato è, da sempre, assente. Comprendo che sono diverse le voci critiche su un nuovo modello di competizione da fornire ai giovanissimi. I dati ci dicono, però, che l’unica criticità riscontrata, nel periodo di enorme espansione pugilistica che stiamo vivendo, è proprio nell’attività giovanile che, con l’attuale modello di competizione (corda, sparring, sacchetto, ecc.), continua drasticamente a calare in tutta Italia. Prima di passare ad illustrare i dati dell’attività, è fondamentale evidenziare che la flessibilità nelle strategie è stata accompagnata dall’applicazione ferrea – da parte di questo Comitato e con il prezioso ausilio delle Società – dei valori. I valori del nostro movimento pugilistico – passione, disciplina, onesta, trasparenza, tutela dell’atleta, coraggio e responsabilità – sono un vanto da preservare e da custodire gelosamente. Essi rendono unico tutto il panorama pugilistico (società, tesserati, tecnici) e gli permettono di crescere anche nei momenti di crisi dell’economia. Nell’esprimervi la mia personale gratitudine per lo splendido lavoro che state conducendo nelle tantissime palestre, vi comunico di seguito i dati connessi all’attività territoriale relativa al primo quadrimestre: società 121 ,tesserati 3.613 (di cui 900 pugili agonisti e 1677 atleti amatori) eventi pugilistici 39. La straordinaria dimensione dei dati relativi alle società, ai tesserati e all’attività accomunano questo Comitato  ad alcune Federazioni Sportive Nazionali che, pur operando nell’intero territorio nazionale, non raggiungono i numeri sopra indicati.     

           IL PRESIDENTE C.R.L.-F.P.I.

                Dott. Flavio D’ambrosi

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