Grazie giornalisti, un grazie particolare a tutti i mass-media. Grazie per averci risolto il quesito, per aver scoperto la triste realtà velata dietro una disciplina sportiva: il pugilato è violenza, il pugile è malato. Chiudiamo le palestre, mandiamo a casa maestri e atleti, aboliamo la nobile arte perché nociva. Noi non abbiamo capito nulla, per anni abbiamo portato avanti tesi senza soluzioni, problemi irrisolti, raggiunto solo risultati negativi. Gridiamolo ad alta voce, ormai è luogo comune: il pugilato è violenza che genera violenza . Svuotiamo le palestre e rimettiamo i giovani nelle strade, riempiamo ancora le bische, i bar, le vie, le piazze e ricostruiamo la mini criminalità, i giovani spacciatori, i futuri scippatori e mercanti del nulla. Quello fatto fin’ora non è servito a nulla. Si parla e si continua a parlare di pugilato come crimine: chi uccide, chi sferra un colpo, chi fugge con stile è identificato: è un pugile. Non c’è scampo. I giornali sono pieni di fatti criminosi e criminali con l’artefice in prima pagina: il pugile. Basta entrare una sola volta in palestra, che il gioco è fatto. Il marchio è indelebile. Agonisti e professionisti del pugilato, ritiratevi in silenzio. Per voi non c’è più strada da percorrere. Meglio il calcio. Forse il volley, ancor di più il ciclismo. Si può scegliere ulteriormente tra tennis e basket. La storia del pugilato non ci ha insegnato proprio nulla. Il pugilato è tempo inattuale, fomenta odio e impartisce nozioni di morte. Nelle palestre circola cocaina e si fa uso di altre sostanze strane; nelle palestre c’è gente sospetta, malviventi di ogni estrazione sociale; nelle palestre è legge: naso rotto” al primo allenamento! I match? Tutti combinati.
Finalmente! Ci siamo sfogati. Adesso denunciateci, scrivete ancora le consuete quattro righe meschine sui vostri giornali meschini , annunciatelo nelle radio, attraverso le emittenti televisive, stampatelo sui manifesti ed imbrattate i muri delle città come fa la politica: ABOLIRE IL PUGILATO. Lo avete torturato, lo avete infamato, dissacrato, lapidato, ma non ucciso. Sfidiamo chiunque, ci mettiamo in piazza davanti a tutti e senza timori di nessuno per dire che il pugilato è vita, è cuore che pulsa emozioni, è odore acre di fatica e puzzo di sudore, è cantina che diventa palestra, è corda che muove velocità, è colpo che non uccide e affonda un sacco, è forza di muscoli sani e ossigeno, è straordinaria sintonia tra mente e corpo, è sinergia e socialità, è fuga dalla droga e isola incontaminata, è tecnica e tattica altamente sportiva, è regola, sacrificio, passione, dedizione. Siamo tutti in piazza, come sempre, intorno al grande ring della vita. Il match è iniziato, lo spettacolo è aperto a tutti e gratis. Non c’è trucco né inganno. Primo, secondo, terzo round… il match si è concluso. Il verdetto è a favore dell’angolo blu. Non importa. L’abbraccio finale dei due contendenti va oltre il risultato. Una stretta di mano all’arbitro e ai maestri e tutto ricomincia per magia. La favola del pugilato è sempre a lieto fine. Non ce ne vogliano i giornalisti ruffiani e prevaricatori : ”NOI AMIAMO INCONDIZIONATAMENTE IL PUGILATO” .
Michelangelo ANILE
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